Musica Moderna FAQ Stampa E-mail

 

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1) Perché le corde di budello hanno un costo elevato?

Perché la loro manifattura è ancora prevalentemente manuale e con un alto grado di specializzazione: siamo rimasti in pochi nel mondo a saper costruire le corde di budello adatte alle montature storiche.. Per realizzare una corda sono inoltre necessari almeno 10 –12 giorni di lavoro continuo.

 

 

 

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2) Perché le corde questa volta ci hanno messo così tanto ad arrivare?

Probabilmente per queste cause:

-perché si aveva successivamente modificato od integrato l’ordine originale

- perché si erano chieste corde per uno strumento speciale o di cui non si conoscevano i calibri

- l’indirizzo non era completo o corretto o mancava il codice fiscale (obbligatorio dal Gennaio 2007)

- non avevi aggiunto un recapito telefonico (obbligatorio nel caso di pacchi corriere o veloci in genere)

- eravamo momentaneamente a corto di alcuni calibri

- sei stato messo in lista di attesa perchè eravamo momentaneamente intasati da ordini

- a causa di un disservizio postale (succede in media 2 volte al mese)


3) Quanto è’ importante, ai fini della qualità, il colore presentato dalle corde di budello?

Il colore con cui si presentato le corde di budello non ha alcuna influenza sia sulla resa acustica che sulla durata di vita di una corda.Esso è soltanto una pigmentazione naturale variabile da budello a budello. Corde troppo bianche (simili cioè al Nylon) potrebbero tuttavia indicare un trattamento di sbianca troppo energico.

 

 

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4) Che manutenzione richiedono le corde di budello?

Generalmente nessuna. Per le corde di contrabbasso si suggerisce invece di trattarle episodicamente, nel tratto soggetto all’azione delle dita della mano sinistra, con grasso di cervo reperibile in farmacia. Questo aumenterà la loro durata.

Se non trovate il grasso di cervo utilizzate pure il grasso incoloro da scarponi: è stato testato con pieno successo.


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5) Come si misura il diametro di una corda?

Il diametro viene oggigiorno misurato per mezzo di un micrometro di elevata precisione.  Bisogna tuttavia avvertire di verificare accuratamente lo zero prima di ogni misura e di non schiacciare eccessivamente la corda durante la misura. In entrambi i casi si otterrebbero dati sfalsati.

E nel passato??

A partire dal 1830 circa e fino alla metà del XX secolo i musicisti si servirono del misuracorde o gauge (la prima descrizione si trova in LOUIS SPOHR; Violinschule [...], Wien 1832).  Esso è nella pratica una piastrina di metallo con un intaglio a 'V' piuttosto acuto: la corda da misurare si inserisce all’interno dell’intaglio spostandola fino a che non aderisce ad entrambi i lati dello stesso. A questo punto si legge la misura sulla scala graduata lungo l’intaglio. Va da sé che la misura presenta un certo grado di incertezza. Non sono noti sistemi simili in uso nel XVIII secolo. Marin Mersenne (Harnomie universelle [...], Paris 1636) suggerisce di avvolgere intorno ad un cilindretto un numero noto di spire ben accostate e quindi di misurarne l’intera larghezza e dividerla per il numero di spire.


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6) Come devono essere accomodati i solchi per le corde al capotasto ed al ponticello?

La maggior parte delle rotture delle corde sono ascrivibili all’effetto taglio indotto dal capotasto e dal ponticello. Nel tardo Seicento ad esempio (Thomas Mace, 1676) si suggerisce quanto segue: "prendete un coltello e fate una piccola impressione sul capotasto, che deve poi essere limata abbastanza profonda da farci stare le corde...dopo aver marcato la posizione di tutte le corde, il che può essere fatto con una matita o inchiostro e penna. ...dovete prenderlo [il capotasto] e polirlo molto bene (ma specialmente i solchi)...prendete un pezzo nuovo di pelle bovina e un po' di gesso grattato e bagnato di saliva e strofinate accuratamente fino a che i solchi saranno molto lisci..."

Ogni spigolo vivo e/o angolo brusco deve dunque essere accuratamente eliminato. Soltanto al termine di questa operazione suggeriamo di disporre nei solchi della grafite lubrificante di una matita oppure del sapone ben secco: si otterrà un tal modo non solo una migliore stabilità e facilità di intonazione ma si eviterà anche che la corda -essendo tenera- si appiattisca e si inceppi all'interno del solco facilitando pertanto la sua possibile rottura.

John Dowland ad esempio (Other necessary observations belonging to the lute", in ROBERT DOWLAND: Varietie of lute-lessons [...], Thomas Adams, London 1610, paragraph "Of setting the right sizes of string") suggerì quanto segue:

'...il rimedio migliore quando le corde si attaccano è strofinare i solchi nel capotasto (dove scorrono le corde) con un po' di olio, cera o mina di matita'.

 

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7) Ho misurato il diametro di una corda di budello ed ho visto che a volte è lievemente diverso da quello dichiarato sulla busta: è un difetto di lavorazione o cosa?

No, il budello è un materiale estremamente igroscopico: l’assorbimento di umidità incide pertanto in più o in meno nel diametro finale: corde misurate ad esempio durante una giornata piuttosto umida presenteranno un calibro maggiore e viceversa. Si è rilevato sperimentalmente che una corda di budello di .82 mm durante una giornata umida può arrivare a misurare fino a .84 mm; .80 mm invece durante una giornata particolarmente secca. I diametri delle nostre corde sono riferiti alla temperatura di 20° C e 60% di umidità relativa. Questa variazione di calibro incide tuttavia in maniera minima sulla tensione di lavoro.

 

8) Come si conservano le corde?

Il nemico principale delle corde di budello è l’umidità: preservare le corde entro sacchetti di nylon o scatole a tenuta ermetica. Una corda ben stoccata conserva le sue qualità per molti decenni


9) Come si prepara uno strumento da montare in budello?

Curando essenzialmente che non vi siano punti che a contatto della corda che producano l’effetto taglio (capotasto, ponticello, cordiera; vedere la faq 20 ). La quantità di corda avvolta intorno al pirolo dovrebbe essere la minore possibile evitando troppi sormonti (che rendono la stabilità di incordatura evanescente) e che si schiacci lateralmente alla cassetta dei piroli (vedere THOMAS MACE: Musik's monument [...], the author & John Carr, London 1676).

 

10) Che cosa è il Nylgut e perché è di colore bianco?

Il Nylgut è un materiale sintetico da noi scoperto e brevettato nel 1997: esso presenta lo stesso peso specifico medio del budello ed un ridotto assorbimento di umidità -pari al 10% soltanto- di quello del Nylon da musica. In pratica si può definire un ‘budello sintetico’.Teoricamente una corda di budello e una di Nylgut dovrebbero avere lo stesso calibro. A causa però dell’elevato allungamento longitudinale del Nylgut si suggerisce di utilizzare, per quest’ultimo, un diametro leggermente superiore. Tirare bene e a più riprese le corde di Nylgut in fase di prima accordatura.. Il materiale è bianco per una pura scelta commerciale e di immagine: a causa del suo colore particolare infatti esso risulta immediatamente riconoscibile da chiunque non solo nei concerti ma anche nelle copertine di CD, in riviste, in siti web o anche in televisione. E questo incrementa le vendite.

A causa di problemi di scivolamento d'attacco il Nylgut non è purtroppo utilizzabile negli strumenti ad arco

 

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11) Cosa bisogna fare appena montata una corda nuova?

Ammesso che i punti di contatto con la corda siano stati ben levigati ed arrotondati la prima cosa da fare, in fase di prima accordatura è quella di tirare con le mani la corda fino a che non rimanga stabile di intonazione: moderatamente per i cantini e le rivestite ma con più energia nel caso si tratti di corde più grosse. Questo consiglio vale sia per il budello che per il sintetico; il Nylgut specialmente.

 

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12) Cosa fare quando non si suona per un certo periodo di tempo?

Meglio abbassare di un poco l’intonazione del cantino riducendo pertanto lo stress da trazione.

 

13) Come si fa a trovare la giusta tensione di lavoro?

La ricerca della giusta tensione di lavoro di uno strumento è un dato sostanzialmente empirico, legato al tipo di strumento, al tipo di corde ed alla sensibilità del musicista.

Non esistono in altre parole formule matematiche apposite. Suggeriamo pertanto la seguente procedura: montare sullo strumento (indifferentemente a pizzico o ad arco) una seconda o terza corda di diametro noto e che si ritenga teoricamente idoneo. Portare quindi in intonazione la corda e verificare allora se la stessa appare (secondo la propria sensibilità) troppo molle o troppo tesa. A questo punto abbassare (od innalzare) di tanti semitoni quanto sono necessari perché la corda sia portata al giusto valore di tensione; vale a dire, secondo il proprio soggettivo gusto: ovverossia né troppo molle né troppo tesa.

Applicare ora la seguente formula:

Corda che era in origine troppo tesa: moltiplicare (per tante volte quanti sono i semitoni in meno che si è dovuto calare di intonazione) il diametro di partenza per il valore 0,944: ogni volta che si esegue la moltiplicazione si avrà una riduzione di un semitono nel diametro

Corda che in origine era troppo molle: moltiplicare (per tante volte quanti sono i semitoni in meno che si sono dovuti innalzare di intonazione) il diametro della corda per il valore 1,059: ogni volta che si esegue la moltiplicazione si avrà una crescita di un semitono nel diametro.

Richiedere nuove corde arrotondando il valore determinato mediante il calcolo al diametro commerciale immediatamente prossimo.

 

Esempio: ho montato sulla mia Chitarra (o strumento ad arco in genere) una seconda corda di diametro 82 ma, posta in intonazione, è troppo leggera di tensione.

Risposta: partendo dalla corda posta in intonazione corretta innalzarla di un semitono alla volta sino a che la tensione non risulti soggettivamente giusta.

Mettiamo che siano necessari due semitoni di innalzamento: moltiplicare per due volte il diametro di partenza (82 mm) con il coefficiente 1,059: il diametro corretto sarà di 91,9 mm, ovvero una 91 commerciale.

 

14) Ho montato una corda di budello ma è saltata subito: perché?

Una corda di budello può saltare immediatamente o dopo poche ore per tre condizioni:

-la corda è difettosa

-la lunghezza vibrante è eccessiva (si è superato l’Indice di Rottura)

-i punti di contatto con la corda (solchi al capotasto e al ponticello; i fori della cordiera etc) sono taglienti e non lubrificati con grafite o sapone solido come suggerito dagli antichi.

 

-Corda difettosa: in genere una corda difettosa si riconosce perché non salta generalmente di netto bensì per progressivo sfilacciamento, preannunciato dalla comparsa di piccoli peli e sbocciature lungo la sua superficie

-Lunghezza vibrante eccessiva: verificare se il prodotto tra lunghezza vibrante (in metri) e la frequenza è maggiore del valore 240 in liuti, chitarre barocche, ribeche e vielle e strumenti per musica medioevale in genere.

-Rottura causata da tagli sulla corda: una rottura di questo tipo si caratterizza per un cedimento istantaneo della corda la quale si rompe nel luogo ove l’effetto taglio si manifesta.

 

Attenzione: la corda si rompe in stato di trazione: questo significa che una volta che si è tagliata ad esempio al capotasto il punto di taglio nella corda non sarà più corrispondente ad esso perché la corda ora non è più in allungamento. Il punto di taglio si manifesterà pertanto alla seconda/terza posizione oppure -se è stato il ponticello a tagliare- tra il ponte e la cordiera.


15) E' vero che la chitarra, nel corso del XIX utilizzò corde rivestite su anima di budello?

No: l'esame della documentazione storica ha sinora ampiamente dimostrato che sia la chitarra a sei corde doppie (Spagna del tardo Settecento-inizi secolo seguente) o a corde semplici utilizzò esclusivamente bassi rivestiti su anima di seta.

La seta, nei bassi della Chitarra, rimase in uso fino alla comparsa commerciale del multifilamento di nylon vale a dire intorno al 1946-50.


16) E' vero che la Chitarra, nel corso del XIX utilizzò montature di corda con tensioni assai leggere rispetto ad oggi?

No, la documentazione sinora reperita(con particolare riferimento ad alcuni metodi di Sor, Carulli ed Aguado) dimostra che la chitarra di allora utilizzava i medesimi calibri medi del violino coevo; si tratta in pratica di tensioni di lavoro paragonabili a quelle delle odierne chitarre classiche. Unica eccezione le montature per chitarre napoletane dei primi decenni del XIX secolo (Fabbricatore, ad esempio): alcuni documenti dimostrano l'impiego di calibri leggermente più leggeri di quelli del violino. Il profilo di tensione tra le sei corde fu inoltre decisamente meno scalare di quello attualmente seguito in tutte le montature commerciali sino a rasentare l'eguale tensione propriamente detta. Si suggerisce di verificare sempre preventivamente (e con cura) lo stato di incollatura del ponticello qualora si intenda dotare una chitarra originale di una montatura di corde.


17) E' vero che se una corda di budello è stata piegata bruscamente allora è rovinata?

Una corda di budello che è stata piegata di netto manifesta, nel punto della piega, un tratto biancastro. Questo effetto è dovuto ad una leggera perdita di coesione tra le fibre ma non indica affatto che la corda è danneggiata. In altre parole la corda è ancora perfettamente integra.

Un corda di budello risulta realmente danneggiata se presenta i seguenti fattori:

a) la corda presenta un'incisione o un taglio

b) le fibre si sono aperte sino al punto di separarsi tra loro perdendo la forma cilindrica.


18) Volevo comunicarvi il diametro esterno di una corda filata del mio strumento pensando che fosse un dato utile per il calcolo della corda nuova di cui ho bisogno ma mi è stato risposto che questo dato non serve a nulla: è vero?

Si. La misura del diametro esterno risulta utile soltanto nelle corde composte da un solo materiale, come ad esempio quelle in budello nudo, in Nylon o in Nylgut o in solo metallo. Le corde rivestite sono corde composite, costituite cioè da materiali diversi accoppiati assieme.

Una corda rivestita si caratterizza invece per questi due parametri:

a) il suo 'Budello Equivalente'

b) il suo 'Indice di Metallicità'

 

Budello Equivalente:

Essendo le corde filate costituite dall'accoppiamento di materiali di natura eterogenea si è convenuto di caratterizzarle in termini di budello equivalente: ci si riferisce in pratica al diametro di una corda di budello teorica che possiede lo stesso peso della corda filata in esame, per lunghezza unitaria. Alla stessa intonazione e lunghezza vibrante si avrà pertanto la stessa tensione di lavoro. E questo dato è utile per il calcolo dei diametri necessari.

Come si fa a ricavare il budello equivalente di una corda rivestita da sostituire e di cui non conosciamo nulla?

Risposta: si pesa la corda con una bilancia che rilevi i grammi e se ne misura poi l'intera lunghezza. A questo punto si divide il peso in grammi per la lunghezza in metri. Il numero che ne risulta si mette sotto radice quadrata: questo è il budello equivalente (espresso in mm).

Esempio: la mia corda filata pesa 35,5 grammi ed è lunga 98 cm.

Quindi: 35,5 gr/0,98 mt= 36,22 (ora si fa la radice quadrata di questo valore...) = 6,05 mm

In pratica la corda filata in esame equivale ad una corda di budello teorica pari a 6 mm di diametro.

Indice di Metallicità:

A parità di budello equivalente una corda filata può essere realizzata con innumerevoli rapporti tra la percentuale di metallo e quella del budello.

Ovvio che all'aumentare dell'uno corrisponda il calare dell'altro, questo al fine di mantenere costante il peso totale della corda, ovvero il suo budello equivalente.

Maggiore sarà la prevalenza del budello rispetto al metallo, e più la sonorità tenderà ad essere opaca. L'esatto contrario nel caso vi sia più metallo. Il rapporto corretto tra la percentuale di metallo rispetto alla percentuale dell'anima è un dato dettato puramente dal gusto estetico il quale si rifà a quel particolare impasto timbrico/ dinamico che si ha in mente e che viene giudicato soggettivamente 'bello'.

Non esiste in altre parole una formula che ci possa dire quale è il giusto grado di bilanciamento. Si vuole con questo affermare che, una volta stabilito il valore del budello equivalente di una corda (in altre parole la sua corretta tensione di lavoro), il bilanciamento tra metallo e l'anima è ricavabile esclusivamente con l'esperienza. L'Indice di Metallicità è legato anche alla posizione occupata dalla corda in seno allo strumento. E' evidente in altre parole che la terza corda rivestita del violoncello dovrà possedere un Indice di Metallicità inferiore a quello della quarta. Questa ultima corda infatti dovrà possedere una maggior prevalenza percentuale del metallo di ricopertura rispetto all'anima (incremento dell'Indice di Metallicità) al fine di compensare la naturale perdita di brillantezza per il minor valore dell'Indice di Qualità Acustica.

Due corde caratterizzate dallo stesso valore espresso in budello equivalente possono tranquillamente possedere Indici di Metallicità completamente differenti.

E' il caso ad esempio della quarta corda della viola da braccio e della terza del violoncello. Nel primo caso -il Do della viola- si avrà una netta prevalenza del metallo (Indice di Metallicità maggiore) che non nel Sol del violoncello. Ecco perchè non si può montare un Sol di violoncello come Do di una viola: la tensione di lavoro potrebbe anche essere giusta ma con una resa acustica decisamente insoddisfacente

Vivi felice

Mimmo Peruffo, 2007

 

 

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